BzaarCamp

bzaar1.gifProbabilmente ultimo fra gli ultimi, questo è il mio post dedicato al BzaarCamp di Milano, riguardo al quale non posso che dirvi che si trattava di una di quelle occasioni, e lo dico a voi appassionati di web che non eravate presenti ma soprattutto a quelli che avevano già lo zaino pronto ma per un imprevisto dell’ultimo minuto hanno perso il treno che hanno visto allontanarsi davanti ai propri occhi, capitano una sola volta nella vita. E l’occasione è già passata.
(la gente infierisce sempre senza accorgersene? Non so, ad esempio io non ho la televisione e sento ogni tanto il mio coinquilino della camera vicino che ride apposta verso il muro dicendo “Ah ah ah! Erano anni che guardavo un programma così divertente!!”. Sgrunt. E io mi accendo la filodiffusione, tiè.)
In ogni caso, comunque, si prospetta tra circa due mesi un BarCamp a Torino ed un nuovo BzaarCamp di due giorni in una nuova locazione, probabilmente un agriturismo toscano: la prima vera UnConf?
Ritornando al meeting milanese, ho avuto il piacere d’incontrare dal vivo alcuni nomi noti, rivedere vecchi miti, e scambiare opinioni, pettegolezzi e battute con geek italici prima sconosciuti che non ho mancato di aggiungere subito nell’aggregatore.
Il clima nella sede dell’Apogeo mi ricordava quello delle occupazioni alle superiori, quando si attaccavano tutti i banchi alle pareti e nelle classi si improvvisavano i corsi di chitarra, di ballo funky o di judo, ed ognuno poteva sentire l’ebrezza di condividere una passione con gente attenta, interessata e partecipe. Stavolta non hanno picchiato nessuno, però.
[Era da un sacco di tempo che non partecipavo ad un raduno di blog, probabilmente dal BlogRage di Firenze di tre anni fa in cui mi presentai (a sx) munito di maglietta taroccata di Personalità Confusa (che a quei tempi veniva venduta moltissimo)(vi spiego: si pensava ancora che fosse una donna) e l'inconscienza che la bocciatura all'esame di qualche giorno dopo avrebbe radicalmente cambiato la mia vita universitaria. (in peggio, vedi riga seguente)
Ora invece (a dx) l'entusiasmo si è pian piano affievolito ed alla prossima occasione mi presenterò probabilmente con il riporto.]
Ma tornando alle mini-presentazioni seguite da una costruttiva discussione in cui tutti, almeno una volta, hanno avuto la loro parola – c’era una cosa a cui pensavo in treno durante il viaggio di ritorno.
Il buon Bru, organizzatore dell’evento (assieme al prode Jtheo), ammoniva nel suo blog qualche giorno prima:

5. no lurkers: sì, se partecipi, preparati una presentazione (in alternativa puoi tenere una conversazione, una sessione di tai chi o di ikebana… ;) )

Io non solo non ho sfruttato l’occasione di poter presentare un qualcosa ma, sarà che sono abbastanza timido (questo è un particolare per le mie lettrici, che molti sanno costituire l’80% degli utenti di questo blog)(sì F.., ho ricevuto il tuo cellulare stamattina… ma io intendevo solo il tuo numero, eh), non do confidenza agli estranei (cioè, magari reputi un blogger molto in gamba e vi commentate a vicenda per anni, poi lo incontri dal vivo e all’improvviso ti conficca nel costato una penna usb), e ci penso sempre dieci volte prima di dire qualcosa (ho incominciato a scrivere questo post domenica mattina) – ecco, non mi è venuto da dire assolutamente nulla.

Beh, in effetti pensandoci bene la mia non è stata una manifestazione di assoluto mutismo, e per dimostrarlo riporto qui il mio intervento integrale, in esclusiva per voi:

Segue podcast.

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