Meglio il Titanic
Viaggiare su un traghetto dormendo su una poltrona non è il massimo della comodità, ed alle luci perennemente accese, la televisione alta fino alla mattina e il vicino che russa può aggiungersi un inaspettato imprevisto: trovare sullo schienale un cerotto pubblicitario di questo tipo.
Un incubo, esatto. E purtroppo non ero il solo ad esserne colpito, perchè guardandomi intorno anche le poltrone dietro di me, quelle di lato e l’intero corridoio era ricoperte dallo stesso inconfondibile Marchio pronto ad accogliere i cervelli degli ignari passeggeri che stavano cominciando ad affollare la sala. [...]
E’ bastato attendere mezzanotte perchè iniziassero a diffondersi i deliri e strani lamenti, e cominciassi così a prendere deciso il controllo della situazione.
“Non preoccupatevi, è tutto sotto osservazione, nessuno vi farà del male!Bene…allora…Gli uomini, i bambini e le anziane…da quella parte!” indicando il bar dalla parte opposta del ponte, due piani sotto dopo il corridoio due traverse sulla sinistra.
“Le giovani dai 18 ai 29 anni, invece di qui, seguitemi!” ma mentre mi avvicinavo per prendere in braccio una tedesca con sguardo di ghiaccio che tremava terrorizzata lì vicino, ho preso di colpo coscienza che la contaminazione era già avvenuta.
La ragazza mi ha fermato con una sola mano, dicendomi seccamente ciò.
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[...] Sembra incredibile, ma mentre sbarcavo da quella nave non sapevo di aver attraversato una curvatura spazio-temporale ed essere giunto -anche stavolta senza preavviso – nella fatidica era digitale. O meglio, nell’era del digitale terrestre. [...]