Archive for Febbraio, 2005

SVG games rules!

Web-giochi del futuro (vedi anche qui
e qui) essere scritti completamente in XML, augh.

(necessita di questo plugin, ma visto che ci siete scaricatevi questoche è
meglio!
)

Dolce eleganza quotidiana

Mentre percorrevo una corsia di un supermercato, una sconvolgente sorpresa in tutto lo scaffale alla mia destra: Mulino Bianco ha cambiato il proprio logo e tutti i loghi dei suoi prodotti, compresi miei amici Flauti al Latte. Nessun rilievo delle lettere, solo caratteri piatti in formato script di colore azzurrino disegnati su un nuovo sfondo in 3dimensioni.
Sigh, io credevo che quel rilievo del font (la cui ultima versione mi sembra sia risalente ad un anno fa) il marchio avesse raggiunto una sorta di perfezione (per me la confezione dei Grissini era da abbracciare) – ma allora perchè rovinare tutto? Ritorno alle linee originali? Eleganza massima?

Look at that! Oh my VLOG!!!

A proposito di iniziative italiche, vedo con piacere che comincia ad incendiarsi la polemica…ehm…che si comincia a dibattere apertamente che si comincia a parlare
di videoblog, detti altrimenti vlog, o vog, o vblog, o vidblog ed altre
combinazioni.
Con piacere a causa del cordone ombelicale che lega questo nuovo blog al suo dominio, dal nome poco equivocante. (nota a posteriori: all’epoca il blog era ‘ospitato’ all’indirizzo http://www.vlog.it/centralscrutinizer)
Mi spiego: correva il dicembre 2003, e avevo letto da più parti (ad esempio qui
o qui o qui) che il futuro del blog non aveva scampo: dopo le parole scritte, il suono, e dopo i template, i visi.
In italia, in quei tempi remoti, solo due persone avevano il coraggio di varcare la scena: il buon Dovigi in primis e solo per un breve periodo Fabrizio Pilotti. (chi prima di chi? :
link alla mano, il primo cominciò il 22 maggio, il secondo il giorno dopo, il
23. )

“Il prossimo�? mi ero promesso hrrr ahrrr!�? registrando
così il sito “vlog.it�? e passando una notte insonne tra mille progetti
ollivudiani e non.
Il mattino dopo mi ricordai di non avere mai avuto una telecamera.
A febbraio dell’anno seguente, con una promessa a pagherò ancora
valida, mi feci dare da un amico Mustek Mini Div,
una fotocamera/videocamera poco più piccola di una mano e quindi con una definizione non invidiabile.
A casa, con la macchina posizionata su una scatola e io su una sedia con un maglione a girocollo, con la sola pressione del tasto per il record mi si aprirono d’un tratto i seguenti problemi non trascurabili:

  • Ogni scarraffò…: mia madre mia ha sempre detto:“Tu
    puoi bucare il video. Con il naso.�?
    Non è bello ciò che è bello, ma
    spaventare i bambini sulle gambe del “papà informatico che mi fa vedere
    internette�? non è un mio obiettivo.Il “Ciao a tutti…�? e il sorriso ammiccante
    di Dovigi è un altro pianeta.
  • Ajò: il mio accento è
    improponibile. Settemila doppie in una frase.
  • Che dire, cosa dire: per esempio, scrivere una lettera di
    protesta è qualcosa di molto diverso dal litigare di persona. In un blog ci si
    può trincerare dietro un identità fasulla, ma in un filmato?
  • Un video non è editabile: certo, si può fare del
    montaggio, però bisogna dire qualcosa tutto d’un fiato, a memoria, e cercare
    di sedare ogni “ehhh…�? o “uhm…�? ed evitare gli sguardi nel vuoto. E se suona
    un clacson? E se entra il coinquilino in camera?Da capo.
  • La qualità paga: la mia videocamera rende le immagini
    nitide come una macchinetta usa e getta, non avendo flash o luce. Dopo il
    tramonto può essere tranquillamente riposta in confezione.
  • Un tera di memoria: non proprio, ma un megabyte per ogni
    minuto di filmato (per una qualità media) può tranquillamente far chiudere la
    finestra del vlog ai dotati di 56k.

Ed infine…

    Il problema dei problemi: ci vuole abbastanza banda.

Così, ho cominciato a rimandare…e a rimandare…(quando mi taglio i capelli/quando c’è il sole giusto/quando succede qualcosa di figo/quando scrivo una storia a puntate/quando mi esercito con il diaframma/quando mi compro un server in alabama) riuscendo così a girare dei filmati (senza capo ne coda) di me che vado in bicicletta e riprendo la gente, mettendoci sopra un sottofondo musicale – roba da “intervallo�? dei pover uomini. Continuerò a rimandare ancora
per un pò di tempo, lasciando vlog.it a osservare il divenire.
In conclusione: ci vuole coraggio e banda larga, per fare un vlog.
Ditelo anche voi “coraggio e banda larga!�? prendete la vostra telecamera, e dite la vostra, che poi dirò la mia, perchè la foglia e la
via…ehm…era così?


Doveroso Update del 7/9/05
: è nata la versione 1.0, vlog.it – videoblog gallery.

Apache Cocoon. . . in italiano!!!

Beh, ancora no, e chissà per quando – (e soprattutto, quanti usano Cocoon nella penisola? bisognerebbe cercare
un pò
)
Nel frattempo, sul sito
del progetto è uscita la versione francese la cui pagina
introduttiva dice anche:

“Cette zone restera très probablement limitée à quelques pages
d’introduction générales et à la liste de discussion. Traduire l’ensemble de
la documentation est une tâche au long cours que nous ne voulons pas
entreprendre, à moins que des volontaires ne se présentent !�?

che mi sembra un ottimo inizio da imitare.
Italianiiiii? Ehi! Ma…. Oh?Dai, Viè, viè!


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