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One of the first Apple with GavinoCiao amici.
Se sapeste cosa mi è accaduto in questi ultimi tempi…Ad esempio sono tornato in Sardegna dopo i primi tre mesi a Milano, ed ho scoperto che i miei genitori avevano affittato la mia stanza ad un’altra persona.

E’ andata più o meno così:

(entra nell’appartamento, con in braccio un pacco arancione, chiude la porta, rimette la chiave in tasca, nota che la sua camera è arredata in un modo diverso. Entra in salotto, dove suo padre siede su una poltrona; sul divano di fronte sua madre con un’altro individuo; entrambi leggono un giornale.)

Padre: (sorpreso) Figlio!
Madre: Figlio!
Marco: Ciao ciao ciao Pà e Mà.
Madre: Marco!
Marco: Mà…(si avvicina per baciarla, mentre guarda l’intruso) Come stai, che piacere. (si gira, suo padre è in piedi)Pà…
Padre: (imbarazzato) Ciao…che sorpresa…Lieto di…
Marco: Tutto a post…(finge un pugno)
Padre: Ah!…
Marco: (gli cinge il fianco) Allora, come va, come va!
Padre: Oh…bene bene…Insomma, ce la caviamo…
Marco: Beh! Eccomi qua!
Padre: Eh…(si risiede) Sì.
Madre: Ma perchè non ci hai fatto sapere niente, Marco?
Marco: Scusa Mà, volevo fare una bella sorpresa a te e a Pà.
Padre: Una sorpresa…certo…Un pò imprevista forse…
Madre: Lo stavamo leggendo sul blog in questo momento. (il tizio accanto continua a masticare qualcosa)
Padre: Però avresti dovuto dircelo…Non che non ci faccia piacere rivederti e poi, tutto guarito…
Marco: Esatto, hanno fatto un lavorone, Pà. M’hanno rimesso completamente a nuovo! Beh, (da uno sguardo in cucina)qui è tutto come prima, eh?
Padre: Oh, beh, sì.
Marco: (digrigna i denti, si avvicina minaccioso verso il padre, che arretra con la testa) Ehi Pà…c’è uno strano individuo seduto sul sofà che mastica lonticchi di pane carasau…
Padre: Quello è Gavino…

Arghhh…lo stomaco….Non riesco nemmeno a pensarci, roba da fare girare il gulliver.

Un’altro avvenimento abbastanza delicato è stato l’abbandono precoce di un grande amico – anzi il creatore – di questo blog, il mio Fujitsu-Siemens Amilo che ha smesso completamente di funzionare, come se fosse scritto nel proprio destino o nelle previsioni dei progettisti, due mesi dopo la scadenza della garanzia. Dodici ore circa di attività intesa unite al caldo di luglio, una schermata bianca ed il buio: ha visto la luce e si è spento serenamente.

Dopo aver riflettuto alcuni mesi sul da farsi, mentre aspettavo che l’assistenza mi chiamasse all’improvviso con un responso – non è difficile ingannare il tempo durante una lunga attesa se accade attorno a te un qualcosa che desta la tua curiosità; una volta ero seduto nella sala di aspetto di un radiologo in una Asl, con attorno a me una decina di persone di diverse età. Ad un certo punto un ragazzo si alzò per andare in bagno, dietro l’angolo; al ritorno, qualche minuto più tardi, il ragazzo si risedette con lo sguardo agghiacciato, quasi sotto shock. Nessuno lo notò, tranne una signora che dopo una serie di occhiate distratte posò il giornale che leggeva e si diresse verso il bagno; al ritorno la signora tremava, e si accasciò sulla sedia, ansimante. Un signore alto le chiese se si sentiva bene e un’altro signore bussò nella porta del dottore, che non rispose; il signore alto chiese a tutti di rimanere seduti e dopo qualche metro varcò la porta dei bagni; una trentina di secondi dopo sentimmo la stessa porta sbattere, girammo l’angolo in tre o quattro, e ci si presentò davanti ai nostri occhi il signore alto che appoggiato con un fianco sul muro scivolava fino ad accasciarsi lentamente sul pavimento. L’altro signore cominciò a schiaffeggiarlo, mentre il signore alto muoveva le braccia da una parte all’altra ripetendo più volte un “Lì..nel…nel…” gettando uno sguardo agghiacciato verso lo specchio sopra il lavandino dei bagni, da cui si intravedeva la porta socchiusa del bagno delle donne.
Dissi all’altro signore ed un ragazzo lì vicino che bisognava andare a controllare; entrammo nel bagno, spinsi lentamente la porta del bagno delle donne e, non me lo scorderò mai più, vedemmo che – ricevetti il responso negativo, ed al momento della scelta di un nuovo calcolatore la mia mente non ha fatto altro che ricordarsi di uno dei momenti di fighetteria più alta raggiunti da un paio di geek.
Ovvero, questo video.
(“E’ possibile, vi assicuro” spiega da quel che ho capito uno dei soci di 37Signals “conquistare una donna con carisma e rubionreils.”)
E così ho indossato un maglietta in tinta unita, ho infilato le mani nelle tasche dei jeans e sono diventato un Mac.

Da quel che ho letto e sentito, lo ‘switch’ consisterebbe nel passare dalla derisione più completa da parte di un nutrito manipolo di snob che ostentano il simbolo della mela, o citando Brodoprimordiale:

[…] la setta del Mac, inetti fighetti euromuniti con lenti catorci di design prestazionalmente irrilevanti, overcostosi senza nemmeno l’ascella pezzata e il vello pettorale.

al diventare gli appartenenti dello stesso club dimenticandosi in un lampo delle proprie origini. E lo dico soprattutto a voi che leggete con quei catorci di Winzozz.
(Inferiori.)

Io non ho mai sopportato la comunicazione che porta a distruggere la concorrenza denigrandola: è difficile scoprire una pagina del catalogo Ikea in cui vengono dileggiate le qualità di Aiazzone, o trovare una registrazione di Veltroni che si prende gioco di Adinolfi. (ok, non è la stessa cosa, mi sono venuti due esempi di manifesta inferiorità. Ma a proposito di primarie mi sembra che nessuno abbia posto l’accento sul Gawroski featuring Schettini: questa è la politica del futuro ragazzi, immaginate se Enrico Letta si fosse presentato in alleanza con Pharrell Williams) 1
Nel caso di Apple odio i siparietti nei keynote di Jobs che scatenano le risate del pubblico (ma odio soprattutto l’umorismo informatico: l’altro giorno stavo in un locale ed ho sentito un tizio che diceva ad una ragazza: “Sai, lo scorso week end abbiamo fatto una pedalata in montagna…molto 1.0, sì.” Arghhh…lo stomaco…lo avrei infilzato con la penna usb che porto sempre al collo)(update: la scena era più o meno così2) ed è chiaro da anni il PC non mi serve solo per creare grafi come il colletto bianco della pubblicità sopra, ma dopo tre giorni con un Mac non posso che annuire rileggendo o rivedendo tutti gli sfottò degli ultimi vent’anni.
Non ho imparato ancora nessuna combinazione di tasti e malapena ho scoperto Quicksilver ed Exposè, ma come mi profetizzava il mio guru di riferimento Sapo!!3 , ho provato “il Sollievo”.
Che per me è soprattutto evitare di spegnere e riaccendere scadendo i minuti (quanti, quanti) con questi versi.

Se fossi il titolare di un blog aggiornato fra qualche giorno vi racconterei qualche impressione del nuovo Leopard (che esce domani)[a proposito: guardate come si fanno i soldi4 con i blog], ma ci sono altri obiettivi ben più importanti nel mio nuovo manifesto programmatico.

[1] (i blog-lettori più abili ricorderanno la malizia vincente nella strategia ‘The Club’)
[2] (o così)
[3] (che mi da consiglio assieme allo Zio Cavedoni)
[4] (a commento della risposta di Luca Conti)

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