Archive for the 'CSS' Category

x dubbi io risponderebbi cosi’ 1/x

illab.jpgIl mondo del web è in continua evoluzione, tranne che da queste parti. (una piccola pausa di ritenzione da cui è stato esclusa la costantemente aggiornata pagina su del.icio.us).
Il problema è dovuto al fatto che, ci terrei a ribadirlo ancora una volta, quando fai un applicazione, anche 2.0, quindi perpetual beta e una cosa e l’altra, spesso il collo di bottiglia è che deve esser produttiva alla prima release. Ora uno dei problemi fondamentali è che i tempi di produzione della prima release stabile sono lunghi, specialmente se anche l’ IT del cliente non è formato nello sviluppare. Il problema attualmente è che il mercato non è maturo perchè gli implementatori non sono maturi in questo momento, gli sviluppatori non hanno ancora abbastanza sufficienti cognizioni per andare ad agire immediatamente su quello che viene progettato, quindi si devono stabilire talmente tante sessioni di feedback per cui adesso in questo momento non è possibile agire in modo completamente agile (*) a destra. (altro…)

Il nuovo La7.it

Salve. Digito questo post veloce in pinne fucile ed occhiali grossi (che metto – e poi tolgo) per segnalarvi che è online il redesign ‘in progress’ di

di cui ho scritto/sto scrivendo gli HTML ed i CSS.

(modellati sulla grafica di Valerio Tedesco, con me in dodicitrenta coordinati da Massimiliano Chiesa, e sul lato server del settore multimediale di La7, curato tra gli altri da Davide Ardore.
Ho inserito inoltre diversi oggetti javascript, che si interfacciano alla libreria Mootools per animazioni ed ajax.
I dettagli, (promessi) come al solito, [soprattutto su come abbia fatto a tramutarmi in sosia di Ivo Mey] in qualche prossimo float post.)

Programmi per i prossimi giorni: prima qui; poi qui.
Buone vacanze!

La valigetta di cartone

sxsw.jpgEhi, chi si risente. Qualche ora fa sono stati annunciati i finalisti del “SXSW Web Awards“, il premio assegnato all’interno del South By Southwest Interactive Festival – un evento dedicato al design ed alla multimedialità ( questi gli speakers) che si svolge da dieci anni ad Austin, in Texas.
Tra i nominati della categoria CSS, ovvero

sites that push the boundaries of CSS coding technology, bringing together top-notch design and content with standards compliant and accessible code.

ho visto apparire lui, l’amato figlio: The Horizontal Way.

Bene.

Io non sono mai stato in Texas, nè tanto meno negli Stati Uniti, o in America. A dire la verità non sono mai stato fuori dall’Europa e ora che ci penso il posto più lontano fuori dall’Italia è stato Nizza, e Montecarlo, visitate in gita scolastica.
Dicono che in America ci sia in ogni casa una scatola in cui si vedono le immagini in movimento come al cinematografo, e da altre scatoline la gente ascolta tutto il giorno la musica e perfino dei tizi che ti raccontano quello che si legge nei giornali (mah!). Poi che costruiscono dei palazzi che arrivano fino alle nuvole ed i cieli sono pieni di palloni enormi che qualcuno dice molti pericolosi…Oh, non meno di tutti quei banditi che corrono per le strade con quegli abiti neri e le mitraglie sempre spianate – beh, questi individui non avranno mica una paga come tutti gli altri che, dicono, hanno un lavoro e sono felici, e le ragazze (“bebis” – mi ha detto che le chiamano così il mio amico Mimmo, che gliel’ha detto il calzolaio che c’ha il cugino di Roma che lo pagano per studiare le bombe, boh) non aspettano altro che un giovanotto marinaio che mangia spinaci. Felici…insomma – qualcuno dice che siano abbastanza depressi, soprattutto al tramonto, ma cercano di divertirsi con una strana musica che qualcuno canta pitturato di nero…Beh, ma queste sono le cose che mi raccontano.
Mi hanno detto di passare da Nuova York, e spero di riuscire a farlo: è una vita che voglio salire sul Big Ben.

L'”album per ritagli” /2

Helvetica divanoIl cielo grigio oltre la finestra sembra trattenere a stento i raggi di luce che accompagnano i passi di quella vecchina laggiù, oltre le tubature dell’edificio 11. La vedo trascinarsi stanca, mentre il vento corre verso di lei lungo la strada deserta e la investe facendole tremare le braccia già tese e affaticate dal peso delle tre buste del martedì, traboccanti di scatole di cibo per gatti .
Alzando di poco il viso getta lo sguardo verso il suo portone, da cui la separano una decina di metri che impegnerà a frugarsi nella borsa alla ricerca delle chiavi, tra una speranza e l’altra di ritrovare in casa -seduto sulla poltrona che gli piace tanto – suo figlio F., che non sente da almeno vent’anni. Quand’ecco che, con uno schianto, il portone si spalanca e due figure sbucano sugli scalini mentre la vecchia, con gli occhi sbarrati, non può fare altro che gettare le buste a terra e stendere le braccia in un gesto strozzato e non riuscire ad emettere nessun suono inseguendo solo con lo sguardo il suo televisore -amico, compagno- aggrappato alle braccia dei due, che come in una scena rivissuta tante volte aprono la macchina affiancata a poca distanza dal marciapiede e infilano l’apparecchio nel portabagagli, mentre la vecchina si guarda intorno in cerca di qualcuno e si accovaccia respirando il fumo di quella macchina -targata con un solo numero differente dall’utilitaria di mia sorella- cercando di spedire soffocato un piccolo gesto di aiuto verso quello stesso cielo grigio che…Ah, uh, cos’è questo rumore? – ecco, meno male: il portatile si è riacceso.
Certo che oggigiorno i riavvii fanno sempre perdere un sacco di tempo utile, acciderbolina.

Come vi dicevo la volta scorsa, ogni tanto è di buon uso dare un’occhiata alla fitta colonna di iconcine e link recuperati da mesi fatta comparire dalla magica estensione Scrapbook. Cliccandoci a caso… : |inline


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