Archive for the 'Tipografia' Category

Il nuovo alla claque

Un immagine da \"Procrastination\", di Johnny KellyCome avrete notato da qualche mese settimanagiorno ho messo online la nuova versione di questo sito.
Il fu-blog in inglese è passato in homepage mentre questo in /italiano (che casino.), ho aggiornato la pagina con informazioni utili in caso vorreste fingermi me ad una festa ed aggiunto una pagina con gli ultimi frutti del mio operato.

Riguardo la grafica, a parte i post che alternano per il titolo ed i link i 6 colori di questa versione come già visto nella Whitezone (di cui è il negativo) ho rimandato per mesi la scelta del nuovo font che avrebbe sostituito il vecchio Dirty Ego del maestro Eduardo Recife utilizzato sin dalla seconda versione risalente al 2005. Chi l’avrebbe immaginato che nel giro di pochi anni si sarebbe trasformato in
Dirty Egoverrated con i risultati tragici di Fig.2.?

Ultima novità un qualcosa che coniuga alla perfezione inutilità e presappochismo: una lavagnetta in flash in alto a destra – in tutte le pagine tranne quelle in italiano (che casino /2) – con cui colorare a piacimento il pezzo del layout lasciato vuoto dallo spostamento sulla sinistra.
Certo che sarebbe interessante riuscire a riempire gli spazi vuoti anche nei post, magari inserendo un vecchio testo – che potrebbe anche esprimere concetti espressi in modo sconnesso che non condividete ma potrebbe servire a raggiungere un livello apprezzabile di TL;DR per essere linkati – rubato dall’archivio di un’altro blog.
Mi chiedo: tutto ciò che riguarda le arti visive non funziona allo stesso modo? Mica ci si prende la briga di mettere cit. come in un Tumblr su un lato di un poster o alla fine di uno spot.

Nella lavagna manca il pulsante per cancellare, ma non pensiate che non abbia ancora finito il tutto: si tratta solamente di una provocazione. (?)

In conclusione, un signore suona i Daft Punk con il Theremin:

Grafico quel video!

Particular of Living Things - Bom Bom BomIeri cercavo su YouTube un tutorial che mi rendesse le idee chiare su certi aspetti della campagna elettorale relativi all’integrazione di extracomunitari, e dopo due ore di serendipità sono capitato in un video simpatico in cui un gruppo suonava all’interno di un libro per bambini, di quelli con le pagine cartonate piene di leve con cui è possibile far muovere delle figure.
Questa mattina come al solito ho dimenticato il titolo della canzone ed il nome del gruppo e YouTube si è naturalmente rifiutato di offrirmi supporto, trovando solo un gruppo di video in cui tecniche o stili relativi alla grafica per la stampa come collage, stencil o worn look erano usati per creare animazioni principali o di sfondo. (ovvero motion graphics.)
Ho chiesto al mio guru musicale Tulsas se rimembrava cinematografie di simil fattura, ed in un paio di ore abbiamo scovato:

Franz Ferdinand – This Fire


Il quartetto di Glasgow è alle prese con lo studio di un attacco bellico all’interno di poster costruttivista dinamico: tipografia sovietica, colori con alto contrasto (scala di arancioni), forme geometriche (triangoli in questo caso). Il video del capolavoro Take Me Out ha un simile approccio avant-garde.

Momenti migliori (per me): da 2:45 a 2:50
Anno: 2004
Regia: ?

Living Things – Bom Bom Bom


Acquerelli, stencil e un look anni scescianta per la rock band di Saint Louis (e dove sono finiti? meteore?). La ricetta: partire da una zebra, rubargli le striscie, aggiungere colori vari e invecchiare il tutto. (risoluzione più alta qui)

Momenti migliori: da 2:00 a 2:07
Anno: 2006
Regia: Floria Sigismondi

Elisa – Together


Le immagini di Elisa sono inserite principalmente in scene 3D, ma accompagnate da diverse immagini statiche (per es: soldati 1:40; camera man 3:25; motore 3:43; e gli ultimi secondi) inserite come in un collage fotografico.

Momenti migliori: da 1:26 a 1:47
Anno: 2005
Regia: Andrew Bennett e Mark Yamamoto

Gnarls Barkley – Crazy


(Al momento non riesco a trovare un file di cui posso prendere il codice per l’ember, quindi ecco il link). Come inserire le facce del duo di Baltimora all’interno di macchie di Rorschach in movimento? Con stencil verdi e viola (quindi immagini ad un solo livello) in movimento.

Momenti migliori: da 1:07 a 1:25
Anno: 2006
Regia: Robert Hales

Royksopp – Remind Me


A Tromsø (Norvegia) esercita un altro duo elettronico a cui piace la “rappresentazione visuale di informazioni, dati o conoscenza”, ovvero l’infografica. Tutto nella vita può essere spiegato attraverso una proiezione isometrica ed un grafo, i vostri genitori non ve l’hanno insegnato quando eravate bambini?

Momenti migliori: da 0:37 a 0:48
Anno: 2002
Regia: Ludovic Houplain and Herve de Crecy

Royksopp – Eple


Ancora i Royksopp per un viaggio all’interno di un fantastico set di foto di Vacanze di Natale ’70 e ’80 una sovrapposta all’altra; zoomando verso l’esterno di un immagine questa diventa un particolare di quella soprastante.

Momenti migliori: tutti.
Anno: 2001
Regia: Mother and Toxic

Mark Ronson: Just


Un dritto come Mark Ronson non poteva non sapere che Londra è piena di graffiti pronti a muoversi quando sei distratto. (per guardare i fuseaux di quella bionda nu-raver)

Momenti migliori: da 2:23 a 2:38
Anno: 2005
Regia: Nick Frew

Alex Gopher – The Child


New York, invece, diventa il regno dei caratteri. Questo video credo sia uno dei primi esempidi motion typography (ricordate?).

Momenti migliori: da 2:23 a 2:38
Anno: 1999
Regia: Antoine Bardou-Jacquet

Vinicio Capossela – Marajà


Assolutamente il mio preferito – e penso il miglior video musicale italiano di tutti i tempi: per Vinicio Capossela decine e decine di immagini retro – principalmente in tonalità seppia, ma talvolta con l’aggiunta di sfumature giallo o verdi – danzanti, da destra a sinistra o viceversa come in un teatrino (presente nell’incipit) o in un circo, in un colossale collage fotografico.

Momenti migliori: da 3:08 a 3:11
Anno: 2001
Regia: Ago Panini

Qualche suggerimento? Vai!

x dubbi io risponderebbi cosi’ 1/x

illab.jpgIl mondo del web è in continua evoluzione, tranne che da queste parti. (una piccola pausa di ritenzione da cui è stato esclusa la costantemente aggiornata pagina su del.icio.us).
Il problema è dovuto al fatto che, ci terrei a ribadirlo ancora una volta, quando fai un applicazione, anche 2.0, quindi perpetual beta e una cosa e l’altra, spesso il collo di bottiglia è che deve esser produttiva alla prima release. Ora uno dei problemi fondamentali è che i tempi di produzione della prima release stabile sono lunghi, specialmente se anche l’ IT del cliente non è formato nello sviluppare. Il problema attualmente è che il mercato non è maturo perchè gli implementatori non sono maturi in questo momento, gli sviluppatori non hanno ancora abbastanza sufficienti cognizioni per andare ad agire immediatamente su quello che viene progettato, quindi si devono stabilire talmente tante sessioni di feedback per cui adesso in questo momento non è possibile agire in modo completamente agile (*) a destra. (altro…)

L'”album per ritagli” /2

Helvetica divanoIl cielo grigio oltre la finestra sembra trattenere a stento i raggi di luce che accompagnano i passi di quella vecchina laggiù, oltre le tubature dell’edificio 11. La vedo trascinarsi stanca, mentre il vento corre verso di lei lungo la strada deserta e la investe facendole tremare le braccia già tese e affaticate dal peso delle tre buste del martedì, traboccanti di scatole di cibo per gatti .
Alzando di poco il viso getta lo sguardo verso il suo portone, da cui la separano una decina di metri che impegnerà a frugarsi nella borsa alla ricerca delle chiavi, tra una speranza e l’altra di ritrovare in casa -seduto sulla poltrona che gli piace tanto – suo figlio F., che non sente da almeno vent’anni. Quand’ecco che, con uno schianto, il portone si spalanca e due figure sbucano sugli scalini mentre la vecchia, con gli occhi sbarrati, non può fare altro che gettare le buste a terra e stendere le braccia in un gesto strozzato e non riuscire ad emettere nessun suono inseguendo solo con lo sguardo il suo televisore -amico, compagno- aggrappato alle braccia dei due, che come in una scena rivissuta tante volte aprono la macchina affiancata a poca distanza dal marciapiede e infilano l’apparecchio nel portabagagli, mentre la vecchina si guarda intorno in cerca di qualcuno e si accovaccia respirando il fumo di quella macchina -targata con un solo numero differente dall’utilitaria di mia sorella- cercando di spedire soffocato un piccolo gesto di aiuto verso quello stesso cielo grigio che…Ah, uh, cos’è questo rumore? – ecco, meno male: il portatile si è riacceso.
Certo che oggigiorno i riavvii fanno sempre perdere un sacco di tempo utile, acciderbolina.

Come vi dicevo la volta scorsa, ogni tanto è di buon uso dare un’occhiata alla fitta colonna di iconcine e link recuperati da mesi fatta comparire dalla magica estensione Scrapbook. Cliccandoci a caso… : |inline


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