Archive for the 'Internet' Category

Repudica

repudica.gifIo ci voglio molto bene a Repubblica.it.
E ci voglio ancora più bene alla sua colonna di destra – apostrafata dall’indimenticato Delio “la svergognata colonna blu” e dal buon Vic “il box morboso“- che tanto ci distrae, ci tiene compagnia e ci diletta nelle nostre lunghe ore di navigazione solitaria.
Ma in ufficio, ahimè, la mente deve rimanere sgombra da (scusate i termini) seni e sederi, fenomeni internètt senza veli, calendari di oscenità e grandi fratelli di perdizione (scusate il termine) sessuale.
C’è chi vorrebbe (sebbene per altri fini) aumentarne la sua diffusione in altre maniere, ma io ho scelto di non stare al giogo: dopo aver cercato di migrare verso altri lidi, scoprendoci ugualmente la povertà della carne, ho impugnato deciso due armi fedeli come il PHP ed il Javascript ed ho così reciso di netto quella colonna dissennata… Il mio amico Tulsas, sempre pronto a placare la mia rabbia, ha invece proposto di sostituirla pacatamente con i consigli che, ogni giorno (ma proprio ogni giorno, eh!), arrivano dalla nostra Guida.
E così nato “Repudica – la versione moralizzata di Repubblica.it”:

Per tenere gli occhi puntati sull’informazione, senza strabuzzarli.

La valigetta di cartone

sxsw.jpgEhi, chi si risente. Qualche ora fa sono stati annunciati i finalisti del “SXSW Web Awards“, il premio assegnato all’interno del South By Southwest Interactive Festival – un evento dedicato al design ed alla multimedialità ( questi gli speakers) che si svolge da dieci anni ad Austin, in Texas.
Tra i nominati della categoria CSS, ovvero

sites that push the boundaries of CSS coding technology, bringing together top-notch design and content with standards compliant and accessible code.

ho visto apparire lui, l’amato figlio: The Horizontal Way.

Bene.

Io non sono mai stato in Texas, nè tanto meno negli Stati Uniti, o in America. A dire la verità non sono mai stato fuori dall’Europa e ora che ci penso il posto più lontano fuori dall’Italia è stato Nizza, e Montecarlo, visitate in gita scolastica.
Dicono che in America ci sia in ogni casa una scatola in cui si vedono le immagini in movimento come al cinematografo, e da altre scatoline la gente ascolta tutto il giorno la musica e perfino dei tizi che ti raccontano quello che si legge nei giornali (mah!). Poi che costruiscono dei palazzi che arrivano fino alle nuvole ed i cieli sono pieni di palloni enormi che qualcuno dice molti pericolosi…Oh, non meno di tutti quei banditi che corrono per le strade con quegli abiti neri e le mitraglie sempre spianate – beh, questi individui non avranno mica una paga come tutti gli altri che, dicono, hanno un lavoro e sono felici, e le ragazze (“bebis” – mi ha detto che le chiamano così il mio amico Mimmo, che gliel’ha detto il calzolaio che c’ha il cugino di Roma che lo pagano per studiare le bombe, boh) non aspettano altro che un giovanotto marinaio che mangia spinaci. Felici…insomma – qualcuno dice che siano abbastanza depressi, soprattutto al tramonto, ma cercano di divertirsi con una strana musica che qualcuno canta pitturato di nero…Beh, ma queste sono le cose che mi raccontano.
Mi hanno detto di passare da Nuova York, e spero di riuscire a farlo: è una vita che voglio salire sul Big Ben.

Conferenza sul web semantico in Italia

swap1.gifUna breve segnalazione per chi segue il web semantico: dal 18 al 20 dicembre (da lunedì a mercoledì prossimi) si svolgerà alla Scuola Normale di Pisa la terza edizione della conferenza “SWAP – Semantic Web Applications and Perspectives“.
In questa pagina trovate il programma; la presentazione “Towards An Architecture for the Global WordNet Initiative”, del mio gruppo di ricerca, avverrà martedì alle 9:30.

Non avressi voluto, se non ci crederebbi

correct.gifRieccoci. Il cambio di hosting è andato più o meno liscio, considerando che il mio è un dominio “.it”, non supportato da Dreamhost, e quindi ho dovuto cambiare le impostazioni DNS dall’amministrazione di Tophost e aspettare un paio di giorni come ben spiegato in questa guida di ricir (in caso di insuccesso mi sarei attaccato alla caviglia di Jtheo, rassicurante nei commenti).
[a proposito: se qualcuno di voi riceve delle email – e mi rivolgo all’utenza più anziana – che indirizzano ad un sito “www.centralscrutinizerit.it“, con all’interno una pagina per l’inserimento dei dati della vostra carta di credito, fate attenzione perchè si tratta di una truffa.
Io infatti richiedo solo contanti in busta chiusa verso una casella postale, o mi fingo tecnico dell’enel.]
Sempre a proposito del dominio, una delle novità/inutilità con cui mi sono messo subito a giocare sono stati i sottodomini, l’alternativa altolocata alla semplice cartella.
Il primo che vi presento, messo su con il mio collega Maurizio Tesconi, è:

Avete mai provato ad affidare a Google i vostri dubbi sintattici, sperando di trovare un certo di siti che avessero già utilizzato la vostra frase? “Is it correct?” interroga l’API Search di Google e vi da la risposta secca e decisa che aspettavate, con la possibilità di testare 28 lingue diverse.
Beh, naturalmente si tratta sempre di stime aprossimative basate su una percentuale di occorrenza, per cui davanti a “this phrase is Correct!” o “is Wrong!” c’è sempre un “Maybe”.
Update: ho aggiunto i plugin per l’utilizzo con il box dei motori di ricerca (in alto a destra) di Firefox.

Bene, io sono in partenza per il BarCamp di Torino, e questa volta non mi farò trovare impreparato: ho studiato a memoria una serie di domande che il mio prode amico Antonio sarà lieto di riascoltare quando aspetteremo il treno delle 06:25.
Ci vediamo lì, spero di riuscire a postare in diretta (uhm), ma soprattutto di incontrare qualcuno dei miei lettori di passaggio, ovvero uno dei piccoli fans.


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