CS vs. Piggy Bank: seconda parte

(elucubrazione che continua da qui)
Una volta salvate un buon numero di informazioni dai siti che mettevano a disposizione un RDF, sorge il problema della catalogazione e della ricerca.
Supponiamo di avere salvato, dopo anni di navigazione notturna, 8000 articoli.

Mentre sono impegnato in un nuovo template ho bisogno dell’aiuto di un particolare tool che su Google non riesco più a ritrovare.
Mi viene in mente di averlo nascosto da qualche parte nel My Piggy Bank ma non so dire nè il nome, nè la fonte, nè tantomeno il link, quindi non posso affidarmi alla ricerca per metatag: ricordo solo che si tratta di un tool per il css.
Comincio con la ricerca nel form “Type here to search”, presente in ogni pagina, e inserendoci “css”.
Compaiono 2413 item che contengono l’occorrenza “css”. Cerco di raffinare la ricerca aggiungendo “tool”.
Gli item si riducono a 1310. Aggiungo “web design” e arrivo a 700.
Mi faccio coraggio e scorro i 700 item, ma non trovo quello che cercavo.
Torno indietro e, in un oretto do un occhiata a 1310 item dell’occorrenza precedente, ma nulla da fare.
Non mi rimane che chiamare mia moglie per lasciare il pollo in forno e abbandonarmi ai 2413 item della ricerca con “css”.
Ahimè, anche questa tappa è stata vana, il tool è introvabile.
Infatti si tratta di questo post, costituito da un titolo ed il link al tool:

CoOoOOol!

Das Kropenaurenzpre.

autor: mungh

che avevo salvato da un eccentrico blog tedesco – costituito da link – dedicato al web design.
C’è un modo di risolvere il problema o la prossima volta devo controllare tutti gli 8000 articoli?
Basta applicare ad ogni item uno o più tag, ovvero un etichetta, una parola chiave a mio piacemento
che ne descriva il contenuto.
Mi sarebbe bastato aggiungere all’item due tag (vedi sopra) tool e css: nella ricerca tramite tag, che sono elencati nell’ homepage sarei andato a colpo sicuro.
Piggy Bank permette così una ricerca nel campo sintattico, ovvero attraverso le parole contenute in un item e nel campo semantico, ovvero attraverso il contenuto, il significato che attribuisco dell’item.

I tag, oltre che agli item estrapolati dagli RDF, possono essere applicati anche a delle semplici pagine web di cui verrà salvato un URL, un link.
Ad esempio, se mi trovo in un sito qualsiasi, cliccando il carattere “” sulla tastiera compare in basso nella finestra
un form con dei bottoni Tag, Tag and Publish e Cancel.
Digitando una o più parole chiave e cliccando su Tag, in Piggy Bank verrà salvato un item con in seguenti metatag:
Date, domain, tag, Title, type e URL.
Piggy Bank può diventare così anche una collezione di link ordinati semanticamente per tag, così come avviene in del.icio.us.

In cosa differisce Piggy Bank da del.icio.us? Nel secondo si tratta di un esperimento collaborativo,
di migliaia di informazioni – in questo caso link – condivise.
La condivisione di informazione tra i vari utilizzatori di Piggy Bank avviene attraverso il collegamento ad una Semantic Bank,nel quale può essere pubblicato ogni singolo item.
del.icio.us, a mio avviso, viene superato in due punti.
Il primo è la facilità con cui è possibile pubblicare il proprio link.
Mi trovo in una pagina, clicco “” e aggiungo il tag e clicco su tag e publish.
Ho tentato l’esperimento con il post di un blogger dotato di un discreto appeal: Central Scrutinizer.
Cliccando, nella colonna sinistra, sul tag “SEO” verrette collegati alla lista in cui, attualmente, è presente solo il mio post contenuto in un item con i metatag descitti precedentemente.
Il secondo vantaggio consiste nel collegamento di ogni link tra loro non solo attraverso i tag, ma anche i metag che creano dei legami con tutte le altre risorse.
Appunti finali:
– poche ore fa Firefox, sotto il peso degli script, è andato in crash, facendomi perdere tutto il contenuto di questo post.
Spero non succeda ancora, o sarò costretto ad aspettare la prossima release.
– facendo un giro tra i Contact, ho trovato un italiano dal nome tuttoallalettera. Suppongo si tratti di questo blogger.
– i tag dell’homepage sono ordinati in una lista lunghissima. Ma provate a digitare nell’input “type here to filter” in alto: si sente un intenso profumo di Ajax.
– l’ordinamento per tag può essere a volte fuorviante: vedi, ad esempio, uomo.

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